  Ai sette punti che ho elencato nel precedente post aggiungerei un ottavo punto, che ritengo molto importante per il successo virale di Facebook: è un social network "erotico".
Vorrei subito fugare l'interpretazione del termine erotico da facili conclusioni perchè non mi riferisco ad un erotismo solo con fini sessuali, che pure innegabilmente esiste, ma al termine Eros nella sua più ampia accezione e cioè di forza attrattiva e unificante.
In una mia riflessione, tratta dall'omonimo Album fotografico "Riflessioni" su FB che utilizzo come una sorta di micro-blog, sono partito da questa citazione tratta dal libro di Federico Casalegno "Le Cybersocialità. Nuovi media e nuove estetiche comunitarie" (2007):
"Ecco dunque l'ipotesi di Homo Aestheticus Telematicus: c'è una sinergia sempre crescente tra uomo e reti di comunicazione e d'informazione, ed è questa interdipendenza reciproca a far sì che l'Homo sia Telematicus. L' Homo Telematicus evolve in un ambiente co-evolutivo, interconnesso ed interdipendente (secondo l'ipotesi di Gaia o quella di Cibionte). E' Homo Aestheticus perché usa la rete per dare sfogo alle sue passioni, in tutte le loro differenti manifestazioni, e forma tribù a dominanza empatica. Un nuovo meta-territorio si apre alle sue attività perchè nel cyberspazio l'uomo può approfittare di quello che il filosofo Hakim Bey chiama una TAZ, una Zona di Autonomia Temporanea che l'uomo conquista e costruisce con il suo immaginario. Il cyberspazio sarebbe così visto come un luogo da modellare a piacere, in un movimento perpetuo di territorializzazione e deterritorializzazione (...) Il cyberspazio, quindi, è una nuova forma di terra libera da conquistare con il nostro immaginario e costruire in base a principi di libertà (...) Nel cyberspazio il cybernauta riscopre una cultura edonista: la cultura underground della cybercultura, fin dalla sua creazione, ha combattuto il mondo produttivo rappresentato dai computer cercando di penetrare in questi mondi prometeici e di trasformarli. Michel Heim ha messo a nudo la dimensione erotica del cyberspazio: un meta-territorio di interazione ontologicamente erotico, che consente l'incontro caloroso ed affettivo fra i suoi abitanti. Per lui la nostra passione per i computer e le reti va ancora oltre il piacere dei sensi o il soddisfacimento estetico. Noi siamo costantemente in cerca di una <<casa>> per la mente e il cuore. La nostra passione per i computer è più erotica che sensuale, più spirituale che utilitaristica (...) Abbiamo la sensazione che il nostro cuore entri nella macchina e questo è l'Eros!"
Ho poi proceduto a "taggare" un pò di amici che ho ritenuto poter essere interessati all'argomento, che voglio qui pubblicamente ringraziare, e i cui commenti vorrei riportare di seguito per poi analizzare successivamente molti spunti interessanti:
Calogero Gallo: "Il cyberspazio è la realizzazione virtuale del platonismo :-) beh qui si và oltre l'amore "platonico", inteso come una sublimazione dell'amore... qui si parla di "eros" platonico, volto ad includere anche la dimensione sessuale e passionale..."
Andrea Romeo: "Ciao Mario, dopo tanto tempo trovo il tempo di rispondere ad una delle tue interessantissime riflessioni! Beh, sono convinto che alla base del successo di facebook e affini vi sia il fatto che sappiamo (sia consciamente che inconsciamente) che dall'altra parte del filo telefonico ci stanno sempre esseri umani, anche quando non comunichiamo in modo diretto, sappiamo che una nostra traccia nella rete puo' (almeno potenzialmente) essere prima o poi vista, letta, vissuta da qualcun'altro. Mi piace pensare che la nostra sia una comunicazione attraverso un'attivazione indiretta dei nostri neuroni empatici. Mi piace molto il concetto di <<casa>> attraverso una interfaccia simulata e quindi il senso di familiarita'. A tal proposito mi ricordo un libro interessante che lessi anni fa di Gianfranco Pecchinenda che conio' il termine Homo-game (credo nel 2003). L'urbanizzazione ha allontanato sempre piu' l'uomo dalla natura, cosi' che gli umani ne hanno trasportato una copia ideale negli schermi dei computer. In un mondo pieno di macchine, gli uomini ritrovano se stessi in una savana digitale. In un certo senso abbelliamo e rendiamo piu' familiari le nostre celle virtuali, avendo di conseguenza un legame affettivo con questi ambienti che, seppur in forma simbolica, comunque viviamo emozionalmente in quanto frutto della nostra fantasia".
Elena Lupo: "Ciao Mario, rispondo all'ultimo punto di domanda... fb mi piace perchè è community senza frastuono, senza impegni precisi, spazio libero che riesce a creare empatie ed anche un pò di dipendenza... giusto un pò... Buon fine settimana :-)"
Corinne Pulce Colorata: "faccialibro e sesso ? la curiosità é l'afrodisiaco per eccellenza .. partecipare in « quasi » diretta é annusare le vibrazioni, emozionarsi o annoiarsi é sentire gli ormoni che gorgogliano !! Sono stanchissima, realizzo solo la metà di quello che leggo e scrivo, quasi lo stato passionale di quando mi capovolgo durante un'orgasmo ! ah ahah ahaha, Scusate"
Paolo Stermieri: "FB ci mette in contatto con altre persone, ma non ci obbliga alla "diretta"... in altre parole, ci da' il tempo di pensare a cio' che vogliamo dire, di rileggerlo e di correggere eventuali errori o inestetismi... e' il bello della "differita" e visto che, subito dopo il contatto con gli altri, tendiamo a privilegiare chi approva le nostre idee, ecco il mezzo perfetto per presentare al meglio cio' che abbiamo da dire...il classico "uovo di Colombo", rivisitato in chiave moderna".
Mapo Marcello Salamone: "Concordo con l'idea che facebook presenta molte componenti dell'eros. E' uno strumento nato con lo scopo di aggregare persone e che si è velocemente evoluto, secondo le logiche degli utilizzatori stessi. Facebook è quello che noi vogliamo che sia. Di certo è quello spazio intimo che alcuni di noi cercavamo in un diario. E' quell'ancestrale desiderio di appartenenza ad un gruppo. Ma a differenza di altre realtà, rispetta fortemente i tempi di ogniuno di noi, dei nostri impegni, dei nostri pensieri. Per questo motivo credo che ci continua ad affascinare, conquistare e perchè no a creare di dipendenza".
Margot Simpson: "Condivido le parole di Federico Casalegno....noi siamo costantemente in cerca di una <<casa>> per la mente e il cuore....e questa casa, pulita e riordinata, con tutti gli 'affetti' + cari, rigorosamente in differita (come detto da Paolo), ci consente di presentarci al meglio (?)...spesso.....".
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