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Un concerto in SL
Continua il dialogo tra Zygmunt e Pimpa sul rapporto tra identità digitale ed identità reale. Buona lettura.
Pimpa: Che domanda complessa e allo stesso tempo intrigante.
Prima di tutto vorrei dire che oggi più che mai ci ritroviamo a vivere una vita nella quale i confini del reale e del virtuale sono sempre più sfumati.
La nostra società della complessità fa “saltare” i cardini sui quali poggiavano le vite tradizionali: il pubblico e il privato si intersecano, il lavoro e il tempo libero si incontrano su nuovi spazi creativi, il sociale e l’individuale producono fattori nuovi che regolano il sociale stesso. In questa cornice, quella appunto della complessità, è difficile oggi definire con certezza quale è la nostra identità virtuale e quale quella reale. Già Baudrillard sosteneva che la vita che noi viviamo, consumiamo e della quale facciamo esperienza ogni giorno, è una vita sempre più mediata, un vivere simbolico. È come se ogni nostro gesto, ogni situazione in fondo non fossero altro che copie e ripetizioni di una matrice originale che si è persa nel tempo. Le esistenze oggi corrono sul filo dell’emozione, dell’immateriale, addirittura dell’ironia, le nostre identità sociali sono pertanto costruzioni simboliche con un forte accento di rappresentazione di altro da sé. In fondo oggi più che mai la comunicazione stessa si rende altamente simbolica.
La vita intera, come sosteneva Debord, è una vita spettacolarizzata, una realtà immaginifica. Le nostre identità quotidiane stesse dunque non si fondano più su elementi forti come la famiglia di provenienza, il lavoro, il reddito. Piuttosto sono identità fluide in senso “baumaniano”, identità cangianti in perenne mutamento che per edificarsi rubano dal mondo immaginario che hanno attorno. Sono, ad esempio, le identità sociali dei giovani intorno alle comunità informatiche e le identità di marca sportive.
Le identità reali per prime oggi hanno molto a che fare con il mondo virtuale. Il mondo dei consumi stesso in generale oggi crea un terreno immateriale, irreale sul quale costruire il proprio personaggio nel mondo. Le identità virtuali propriamente dette, come nel mio caso il mio avatar Pimpa su SL, sembrano essere lontane dall’esistenza concreta, ma se oggi noi viviamo la nostra vita in forma mediata, la realtà virtuale diviene allora terreno sul quale costruire una parte stessa della propria identità reale….
Oggi sono stata in SL ed ho scambiato due chiacchiere con un ragazzo che ho conosciuto da poco, con il quale insieme ad altri stiamo pensando di creare alcune opportunità di formazione, avremo anche bisogno di incontrarci almeno una volta faccia a faccia per definire i termini della questione… e intanto eravamo ad una festa, ballavamo, parlavamo con altri, scherzavamo……. Ecco è vero io stavo vivendo la mia identità virtuale ero Pimpa, ma nello stesso tempo arricchivo la mia individualità concreta di una nuova esperienza, di nuova conoscenza….
Questo esempio per dire che oggi l’utilizzo dei media e delle piattaforme digitali in fondo non fanno altro che creare un ponte di collegamento del reale e del virtuale.
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