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Rappresentazione artistica di un "buco nero", Fonte:Wikipedia.it
"Se dunque in natura qualcosa appare a noi ridicolo, assurdo o cattivo, ciò deriva dal fatto che conosciamo le cose solo in parte e ignoriamo l'ordine dell'intera natura e la coerenza del tutto e che vogliamo che tutto sia direttamente secondo la prescrizione della nostra ragione:e invece ciò che la ragione stabilisce esser male, non è male rispetto all'ordine e alle leggi della natura universale ma unicamente rispetto alle leggi della nostra sola natura". Baruch Spinoza, da "Il Trattato Teologico-Politico" Partiamo dunque da Georges Canguilhem, che, cito sempre R. Esposito, attua "il più esplicito tentativo filosofico di vitalizzazione della norma".
Il pensiero di Canguilhem intende "contestare quella riduzione della vita a semplice materia, a vita bruta, che proprio il nazismo aveva spinto alle più forti conseguenze" ed a fondare una "filosofia della biologia" facendo della vita "l'orizzonte di pertinenza della filosofia" e sottraendo la vita stessa ad "un paradigma oggettivista che, in ragione di una pretesa scientificità, finisce per cancellarne il carattere drammaticamente soggettivo".
Con Canguilhem la filosofia si interroga sul concetto di salute e di malattia e, quindi, su ciò che è "normale" da un punto di vista biologico rispetto a ciò che non lo è.
Per Canguilhem "la salute non è per niente un'esigenza di ordine economico da far valere nel quadro di una legislazione, ma è l'unità spontanea delle condizioni di esercizio della vita": in sintesi, afferma da un lato la "soggettività della dimensione biologica" e dall'altro istituisce uno "scarto dinamico tra la vita ed il suo concetto" nel senso che "il vivente è colui che eccede sempre i parametri oggettivi della vita".
Salute e malattia, pertanto, diventano Norma che "non si sovrappone alla vita, ma ne esprime una specifica situazione".
Si capisce meglio la posizione di Canguilhem quando dice che "la norma di vita di un organismo è data dall'organismo stesso, contenuta nella sua esistenza(...)la norma di un organismo umano è la sua coincidenza con sè stesso".
Inoltre, è interessante la riflessione in base alla quale "l'anormale, logicamente secondo, è esistenzialmente primo", cioè la norma esiste solo in rapporto alla sua infrazione e, quindi, la salute ("le potenzialità fisiologiche dell'organismo") si "definisce" solo in rapporto alla malattia.
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R. Esposito poi introduce l'innovatività del pensiero di Canguilhem, ovvero la distinzione tra normalità e normatività : "La normalità biologica non sta nella capacità di impedire variazioni, o anche malattie, dell'organismo, ma in quella di integrarle all'interno di un diverso tessuto normativo" per cui "l'uomo normale è l'uomo normativo, l'essere in grado di istituire nuove norme".
Canguilhem, cioè, va oltre il "paradigma immunitario" della cultura occidentale, basato sul potere di "conservazione" della vita ("trattenere in vita la vita") e sulla "protezione negativa" (attraverso le norme statuali, che ne negano il "potere espansivo"; l'esempio più calzante dell'interpretazione della civiltà in termini di auto-conservazione immunitaria è quello della vaccinazione, che introducendo un elemento patogeno nell'organismo lo difende contro l'elemento stesso) della vita.
Da quanto detto, direi che innanzittutto possiamo concludere in prima battuta che per Canguilhem:
1. Salute e malattia sono due concetti intimamente connessi e sotto certi aspetti difficilmente scindibili;
2. Il concetto di "normalità" della vita umana dipende dalla soggettività della vita stessa e, quindi, non è un dato oggettivo;
3. Il "tessuto normativo" è ciò che consente all'uomo di "essere normale": la norma, così, viene "vitalizzata" oltre la dimensione meramente biologico-materialista e cerca di superare in senso affermativo ("biopolitica affermativa") la funzione immunitaria e "negativa" tipica degli ordinamenti giuridici.
Non esprimo ancora opinioni personali perchè sto riflettendo sui concetti di "natura umana", di "salute", di "malattia" e di "libertà" della e sulla vita.
Al prossimo post dove partirò da Gilles Deleuze per finire chissà dove...
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